Gambling Act: il Regno Unito sembra prepararsi alla sua revisione
Affrontare il tema del gambling non è mai semplice per un governo, dato che sono tanti e rilevanti gli interessi in gioco. Il Primo ministro inglese però sembra avere le idee ben chiare.
Il Gamblig Act del Regno Unito

La modifica del Gambling Act voluta da Boris Johnson potrebbe portare ad un aumento del gioco d’azzardo illegale.
Il gioco d’azzardo è stato, ed è, un settore oggetto di svariate attenzioni da parte della politica del Regno Unito, così come in quasi ogni altro Paese del mondo. In particolare, nel 2005, durante l’incarico di Primo ministro ricoperto da Tony Blair, si è verificata la più importante revisione dei testi legislativi riguardanti il gambling, che ha portato all’adozione del testo finale nel 2007.
Chiaro era lo scopo di tale provvedimento: garantire un gioco responsabile per gli utenti dei casinò e del betting online. Con il passaggio dalla modalità fisica a quella virtuale, le norme erano ormai datate e non corrispondenti alle attuali esigenze di tutela. La protezione dei soggetti deboli e la prevenzione del riciclaggio di denaro erano gli obiettivi principali del governo Blair.
Già all’epoca erano state avanzate delle critiche sull’incisività di tali misure adottate, considerate troppo blande per arginare il fenomeno della dipendenza da gioco e del rischio del finanziamento al crimine. Boris Johnson, durante la sua campagna elettorale aveva preannunciato, tra i suoi obiettivi, anche la riforma del Gambling Act. Ora sembra essere arrivato il momento giusto per mettere mano a tali modifiche.
Le attuali esigenze di tutela nel gioco online
La questione di come i player spendono il loro denaro è sentita con particolarmente importanza nel Regno Unito, da sempre patria delle libertà economiche. Ma c’è un altro fattore che va preso in considerazione, ovvero il vertiginoso aumento del gioco durante il lockdown, fenomeno che è avvenuto a livello globale, Italia inclusa.
Boris Johnson sembra aver preso la palla al balzo per rivedere alcuni punti del Gambling Act e applicare delle restrizioni alla normativa sui siti di scommesse online, nel tentativo di spingere i player verso una modalità di gioco sicuro. Ma le implicazioni politiche di tali scelte sono forti. La maggior parte degli utenti non vede di buon occhio questa forma di controllo che avrebbe un forte impatto sulla privacy, in particolare sui dati riguardanti i conti bancari.
Secondo un recente sondaggio, infatti, le restrizioni più pesanti porterebbero a uno scontento della classe operaia, ovvero quella più coinvolta nelle attività di gioco. Il rischio è che questi utenti si spostino verso il mercato nero non regolamentato, che non garantisce alcuna tutela. Il risultato sarebbe quindi una riduzione delle scommesse regolamentate ma non a una riduzione del gioco d’azzardo generale. Ecco perché i ministri dovranno stare molto attenti sulle decisioni che appoggeranno in merito alla modifica del Gamblig Act.