Calcio Totale: la rivoluzione di Michels negli anni ’70
Ideato da Rinus Michels e perfezionato sul campo da Johan Cruyff, il Total Football, con il suo abbandono del gioco posizionale rigido, è considerato l’idea tattica più innovativa nella storia del calcio. Scopriamone genesi e sviluppo.
Totaalvoetbal, i maestri olandesi
Partiamo da un presupposto fondamentale: per comprendere il concetto di Calcio Totale, dobbiamo prima di tutto esplorare le sue radici storiche. Il “Totaalvoetbal” nasce sul finire degli anni Sessanta e lega il suo nome ai grandi successi di una delle squadre di calcio più iconiche di tutti i tempi: l’Olanda capitana da Cruyff nel decennio del Settanta.
La basi della rivoluzione tattica portata avanti dal Total Football vennero messe all’Ajax da Rinus Michels, che predicava come, più in là dei tatticismi, le fondamenta di questa innovativa maniera di giocare erano filosofiche. Si trattava, infatti, di cambiare l’impostazione con la quale i calciatori interpretavano sia i movimenti che la loro funzione sul terreno di gioco.
L’elemento cruciale del Calcio Totale di Michels, infatti, è quello della fluidità, un meccanismo all’interno del quale ogni giocatore deve sentirsi in grado e capace di muoversi e navigare in qualsiasi parte di campo, in ogni ruolo, così da facilitare le transizioni fra le differenti zone e permettere dinamiche di sviluppo in continua evoluzione.A parole sembra semplice anche solo pensarla, una struttura di gioco di questo genere, soprattutto in una fase del calcio, quella che viviamo ai nostri giorni, nella quale la versatilità dei calciatori è data per scontata. Bisogna però considerare il contesto nel quale le idee di Michels vengono presentate.
Il calcio infatti all’epoca era ancora arroccato su delle vere e proprie ideologie molto statiche, che prevedano flussi di gioco estremamente codificati e moduli fissi. Raramente ci si allontanava dai canoni classici di 4-4-2 e 4-2-4, e la convinzione generalizzata era che qualsiasi mutamento rispetto all’apparato di gioco standard mettesse a rischio la struttura tecnica della squadra.
La creatività veniva sacrificata volentieri sull’altare dell’organizzazione, che aveva nel Catenaccio italiano e nel calcio diretto del Regno Unito i suoi punti di riferimento assoluta. Si scendeva in campo con l’approccio, universale, del “prima di tutto non prenderle”, dando la priorità alla disciplina, limitando la libertà e trasformando i match in vere e proprie battaglie mentali.
La rivoluzione olandese passò anche dalla voglia dei Paesi Bassi di affermarsi, loro che non erano all’epoca una delle nazioni storicamente vincenti nel calcio, con un modo di gioco tutto loro, che li tirasse fuori dall’ombra di nazionali “pesanti” come Germania, Italia, Inghilterra, presentando al mondo un’identità tattica mai vista prima, che facesse della fluidità e del dinamismo i suoi concetti chiave.
Come imporre il cambiamento nel calcio
Michels cambiò la mentalità dei suo calciatori, che non erano più soltanto pedine che andavano avanti e indietro sul campo, meccanicamente. L’Ajax di Michels metteva una pressione spaventosa sulle squadre avversarie, si prendeva grandi rischi in difesa, portava in avanti i centrali, obbligava gli attaccanti a ripiegare costantemente, utilizzava il portiere nel ruolo di libero.
Questa maniera di giocare aveva bisogno di grande intensità, e per questo cambiarono anche gli allenamenti, con preparazioni fisiche durissime. Per Michels infatti era fondamentale che il gioco potesse transitare rapidamente dall’attacco alla difesa, e viceversa, e metteva grande enfasi sul possesso del pallone, che andava riconquistato portando un pressing instancabile.
Il giocatore tipo di Michels doveva essere atletico, capace di leggere il gioco, duro sui contrasti, in grado di spostarsi rapidamente sul campo e di essere utile in zone diverse del terreno. La competenza tecnica è decisiva per questa tipologia di visione e per questo Cruyff, uno dei più grandi calciatori di sempre, diventò l’ambasciatore perfetto della rivoluzione del Calcio Totale.
Michels paragonava il calcio alla guerra, dicendo che difficilmente in guerra vincono i bravi ragazzi. Per lui bisognava osare in ogni momento e tenere come riferimento supremo il pallone, che anche in allenamento era presente, senza esclusione, in tutte le fasi e gli esercizi.
Guardando alle teorie tattiche di Rinus Michels come su una lavagna, bisogna immaginare che l’allenatore olandese voleva che i suoi giocatori pensassero al campo come fosse più largo, in fase di attacco, rimpicciolendolo invece nel momento della difesa.
Sia l’Ajax che la nazionale olandese provavano a sfruttare ogni centimetro disponibile nel momento offensivo del gioco, affidandosi poi a una stremante tattica del fuorigioco, con una difesa altissima, fondamentale per risparmiare energie e non costringere i difensori, coinvolti in diverse fasi dell’impostazione, a lunghe corse all’indietro.
Secondo questo approccio il pressing per la riconquista della palla e la trappola del fuorigioco, sebbene elementi tattici difensivi, si trasformano rapidamente in armi d’attacco, funzionali alla gestione istintiva dello spazio che Michels chiedeva a tutti i suoi giocatori.
In questo senso, la genialità di Michels fu quella di insegnare ai suoi ragazzi a usare il cervello, a ragionare, rispetto alle linea di passaggio del pallone e ai movimenti di corsa nello spazio, in termini variabili, in relazione a dove si trovavano e alle condizioni del momento sul campo.
È grazie a tutti questi principi, che oggi possono suonare scontati ma che all’epoca portarono un vero e proprio sommovimento delle radici tattiche del calcio mondiale, che Michels resta ancora oggi uno degli allenatori più influenti di sempre. Nonostante non abbia vinto moltissimo, le sue idee hanno infatti plasmato alcuni degli allenatori più vincenti del calcio moderno.
Arrigo Sacchi fu il primo ad applicare molte delle idee di Michels nel Milan più vincente di sempre, che fra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta portò a casa ogni trofeo possibile. Anche Van Gaal costruì i suoi successi all’Ajax sulla base delle idee di Michels mentre nel calcio contemporaneo è impossibile non menzionare Guardiola, Klopp, Lui Enrique, Ten Hag, tutti allenatori che hanno costruito le loro idee tattiche sulla base dei principi “michelsiani” di versatilità e fluidità.