Da Forestieri a Piccini: i calciatori italiani all’estero meno conosciuti
I più famosi, non sorprende certo, giocano in Inghilterra. Ma in giro per il mondo troviamo tantissimi connazionali che si guadagnano la pagnotta giocando in club con sede in località esotiche, a volte impensabili. Eccone alcuni.
Non solo Udogie, Vicario e Calafiori
A inizio 2025 sono oltre 2.000 i calciatori italiani impegnati all’estero. Un vero e proprio esercito, che tiene conto unicamente del passaporto e per questo include chiaramente anche chi si è completamente formato all’estero e tanti ragazzi che il professionismo vero lo hanno soltanto sfiorato, finendo poi a sbarcare il lunario in competizioni non particolarmente prestigiose.
Senza dubbio i giocatori italiani all’estero più noti sono quelli impegnati nella Premier League inglese: Tonali, Chiesa, Calafiori, Vicario, Udogie, ma anche Gnonto, Casadei, Emerson Palmieri, Jorginho, l’emergente Luca Koleosho, l’ex Cagliari Joao Pedro. Tutti giocatori che hanno vestito la maglia della nazionale, e che hanno rappresentano, hanno rappresentato o probabilmente rappresenteranno il top del nostro movimento calcistico.
Non sono però le loro, almeno secondo chi scrive, le storie più interessanti quando parliamo di calciatori italiani all’estero. Dal nostro punto di vista risultano altrettanto affascinanti anche parabole come quella vissuta da Fernando Forestieri, che dopo una carriera costellata da grandissime aspettative mai davvero realizzate è finito a giocare in Malesia, precisamente allo Johor Darul Ta’zim Football Club.Forestieri e Compagno, bomber in Asia
In due stagioni nella Liga Super l’italo-argentino, ex tra le altre di Genoa, Udinese, Empoli e Watford, ha registrato ben 47 gol in 70 presenze. Numeri stellari per un’esperienza conclusa lo scorso settembre, quando per motivi familiari è arrivata la decisione di concludere il contratto e tornare in Europa. La stessa situazione vissuta da Andrea Compagno, che addirittura nel marzo 2023, quando segnava gol a raffica nello Steaua Bucarest, venne inserito dall’allora ct Roberto Mancini nella lista dei pre-convocati per i match in programma contro Inghilterra e Malta.
Compagno, attaccante palermitano di 28 anni da 116 gol in carriera, ha giocato fino allo scorso novembre per i cinesi del Tianjin Jinmen, mettendo a segno la notevole cifra di 19 reti in appena 25 partite. Anche grazie a queste prestazioni, in questo momento l’attaccante palermitano è in mezzo a tantissime voci di mercato che lo vedono oggetto del desiderio sia di squadre italiane, come la Sampdoria, che di diversi club in Turchia e Arabia Saudita.
Affascinante è anche la storia di Cristiano Piccini, terzino di grande talento la cui carriera è stata frenata da due bruttissimi infortuni e snobbato anche nei momenti migliori dall’Italia forse anche per la sua scelta esterofila. Nato a Firenze e cresciuto nella Fiorentina, con cui ha debuttato in Serie A a 18 anni, ha poi giocato per Atalanta, Sampdoria, Sporting Lisbona, Valencia, Betis, Magdeburgo e Stella Rossa.
Come possiamo vedere le scelte esotiche non sono mancate, ma nessuna batte l’ultima: lo scorso luglio Cristiano Piccini ha firmato per l’Atletico San Luis, diventando il 7° italiano nella storia a giocare per un club della Liga MX, la massima serie messicana. Uno step decisamente non banale, anche se per adesso sono arrivate soltanto 5 presenze in una squadra dove gioca anche l’attaccante italo-brasiliano Léo Bonatini, oggi 30enne ma che qualcuno ricorderà nelle giovanili della Juventus.
Gli Under 21 di talento nascosti in giro per il mondo
Una categoria a parte è rappresentata dai giocatori italiani giovani che hanno fatto la scelta di continuare la loro avventura calcistica fuori dall’Italia. E che anche per questo sono spesso dei perfetti sconosciuti per gran parte degli appassionati italiani.
Recentemente è balzato agli onori delle cronache il nome di Andrea Natali, difensore centrale figlio d’arte (il papà Cesare si è distinto con le maglie di Atalanta, Bologna, Udinese, Torino e Fiorentina) che a 12 anni passò dalle giovanili del Milan a quelle del Barcellona. La scorsa estate, a 18 anni, ha scelto di continuare il suo percorso nel Bayer Leverkusen di Xabi Alonso, anche se non ha ancora esordito con la prima squadra.
Una carriera già molto esotica, nonostante sia nato nel 2004, è quella di Cher Ndour. Nato a Brescia da madre italiana e padre senegalese, ha lasciato l’Italia appena 16enne per giocare nel Benfica e oggi vanta già un centinaio di presenze da professionista. Dopo essersi trasferito al Paris Saint-Germain ha giocato in prestito in Portogallo con il Braga e attualmente è impegnato in Turchia con il Besiktas. Per lui già 15 presenze in Under 21.
Scendendo di livello, in quanto a valore dei campionati, è da seguire la scelta di Seydou Fini, che a 18 anni è titolare fisso nella Keuken Kampioen Divisie, la seconda divisione del calcio olandese, dove gioca, da ala destra, con la maglia dell’Excelsior di Rotterdam. Fini è cresciuto nelle giovanili del Genoa, che lo ha dato in prestito lo scorso anno allo Standard Liegi e in questa stagione nei Paesi Bassi.
Ultima segnalazione per la colonia di ragazzini italiani accasatisi al Borussia Dormund: Luca Perri, Luca Reggiani, Filippo Mané e Vincenzo Onofrietti sono già protagonisti nelle squadre giovanili del club giallonero, e potremmo presto sentirne parlare, chissà, anche in ottica azzurra, almeno per quanto riguarda la nazionale Under 21.