Le nazionali di calcio più antiche del mondo

Tutto cominciò, com’è noto, in Inghilterra, il paese che codificò le regole e nel quale vi furono le prime partite fra squadre che rappresentavano il proprio paese: così nacquero le nazionali. Ecco la loro storia

Nazionali di calcio, le compagini del Regno Unito

1870. Comincia tutto lì, sul finire dell’Ottocento. Per essere precisi, la storia della nazionali di calcio comincia il 5 marzo del 1870, con la partita giocata fra Inghilterra e Scozia nel mitico stadio londinese The Oval, nel quartiere di Kensington, un impianto ancora oggi e che ospitò, oltre al primo incontro fra nazionali di calcio del mondo, anche quello fra nazionali di rugby, nel 1845, e fra rappresentative nazionali di cricket, nel 1880.

La partita fra Inghilterra e Scozia, in quel marzo di 155 anni fa, terminò 1-1 al termine di un appassionante sfida che vide la Scozia passare in vantaggio al settantacinquesimo minuto e gli inglesi recuperare in extremis con un gol, all’ottantanovesimo, di Alfred Joseph Baker, di professione battitore d’aste.

Pallone da calcio, bandiere nazionali

La storia delle nazionali di calcio

In quella partita, fra gli altri, scesero in campo anche Charles W. Alcock, che possiamo in qualche modo considerare il grande ispiratore sia della nascita della federazione calcistica inglese che di quella di cricket, oltre che l’inventore della FA Cup, e poi, per la Scozia, il deputato William Henry Gladstone, figlio dell’allora primo ministro inglese Gladstone: le cronache del Manchester Guardian dell’epoca raccontano di una partita molto diligente dell’allora parlamentare.

Da quel momento, inevitabilmente, fu un susseguirsi di partite che in qualche misura obbligarono le altre rappresentative britanniche a organizzarsi, perché è chiaro che, dopo la prima partita fra Inghilterra e Scozia, non potevano certo restare a guardare il Galles e l’Irlanda: nacquero così, tutto intorno al 1880, le rappresentative nazionali che ancora oggi sono considerate le più antiche del pianeta.

Dopo una serie di match giocati fra scozzesi e inglesi infatti fu la volta, il 25 marzo 1876 a Glasgow, del terzo incontro fra nazionali nella storia del calcio, giocato fra Scozia e Galles e terminato 4 a 0 per i padroni di casa. Anche il ritorno, in terra gallese, tenutosi nel marzo del 1877, fu vinto dalla Scozia, ma in maniera questa volta meno netta, con il risultato di 2 a 0.

Il resto del mondo si organizza

Ci si aspetterebbe che alcune delle nazionali più di successo nella storia del football siano anche, in maniera naturale, le più antiche, ma in realtà c’è una connessione molto netta fra la stabilità dei paesi alla fine del Novecento e la nascita delle rappresentative di quei paesi stessi.

Per questo una nazionale con una lunghissima tradizione, e che forse molti appassionati non immaginerebbero essere fra le più antiche, è quella della Danimarca, che anche per questo viene oggi spesso indicata, nei libri di storia sportiva come la “prima nazionale non britannica” nel mondo del calcio.

La DBU, Dansk Boldspil-Union, fu infatti fondata nel 1889 e si ha già notizia di partite fra la rappresentativa danese e selezioni di amatori per tutti gli anni seguenti, con cronache che si fanno via via più dettagliate a partire dal 1896, quando la Danimarca sconfisse con un sonoro 9 a 0 una rappresentativa dell’Associazione Ciclisti di Atene in una partita dimostrativa tenutasi durante i giochi Olimpici dello stesso anno, svoltisi nella capitale greca.

Sempre sul finire dell’Ottocento nasce anche la nazionale olandese di calcio, che ha in comune con quella danese (e a ben vedere anche con quella inglese), una monarchia molto stabile, un contesto politico privo di grandi turbolenze e una prosperità economica (data dai possedimenti coloniali) abbastanza pronunciata. È il quadro che fa da sfondo alla nascita di una squadra che andrà poi a giocare la sua prima partita ufficiale nel 1905, contro il Belgio.

È invece in qualche modo legata alla tradizionale connessione con il regno britannico la nascita della nazionale di calcio della Nuova Zelanda, un paese che per vocazione ha sempre privilegiato il rugby, ma che ha comunque una delle rappresentative di calcio, fondata l’8 ottobre del 1891, del pianeta.

La prima partita degli All Whites (così chiamata in contrapposizione agli All Blacks della palla ovale) fu giocata il 23 luglio del 1904 a Dunedin, contro una rappresentativa dal Nuovo Galles del Sud, regione australiana la cui città più nota è l’odierna Sydney, e venne persa dai neozelandesi per 1 a 0. Sette giorni dopo, questa volta nella città di Wellington, il risultato fu invece di 3 a 3.

E l’Italia? Tanti furono i tentativi di organizzare una vera e propria nazionale di calcio sul finire dell’Ottocento, ma la data che può considerarsi come ufficiale, quando si parla di rappresentativa italiana, è quella del 13 gennaio 1910, quando una squadra nazionale venne istituita dall’allora presidente della giovane FIGC (creata nel 1899) Luigi Bosisio.

Il primo match venne giocato il 15 maggio dello stesso anno, contro i cugini francesi, e fu una roboante vittoria per 6 a 2, conquistata sul terreno di gioco dell’Arena Civica di Milano grazie, anche, alla tripletta del mitico Pietro Lana. Le cose andarono decisamente peggio qualche giorno dopo, il 26 maggio 1910, quando l’Italia perse per 6 a 1 contro la fortissima Ungheria.

Fu quella l’ultima partita giocata con la maglia bianca e lo stemma di casa Savoia, passando di lì in avanti alle tenute azzurre, in onore dell’azzurro della bandiera degli stessi Savoia, che ancora oggi contraddistinguono le divise di tutte le nazionali sportive italiane.

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