Tutto il nuovo staff di Sinner dopo il caso doping

La positività al Clostebol e tutto il bailamme a scatenatosi hanno convinto il tennista numero 1 al mondo a separarsi dal fisioterapista Naldi e dal preparatore Ferrara. Ecco i volti al completo del nuovo team di Jannik Sinner.

Nuovo team Sinner, da Piatti a Vagnozzi e Cahill

A volte nel tennis ci si separa per crescere, e proprio i progressi registrati da Sinner negli ultimi due anni stanno lì a dimostrarlo. Era il 2022 infatti quando il ventitreenne di San Candido decise di separarsi dal coach di tutta una vita, Riccardo Piatti, l’allenatore che lo aveva accolto nella sua Academy di Bordighera quando aveva appena 13 anni e lo aveva tirato su come un secondo padre, per affidarsi a Simone Vagnozzi e Darren Cahill.

All’epoca il cambio sembrò in qualche misura “naturale”, nel senso che da una parte c’era insofferenza da parte di Jannik riguardo alla gestione dei tornei (Sinner voleva giocarne di più, mentre Piatti lo centellinava), dall’altra appariva chiaro, già da un po’, che per compiere il passo definitivo verso una crescita assoluta era necessario andare oltre.

Panchina con felpa, racchetta e pallina di tennis

Il nuovo staff di Sinner

Eh sì, perché se è vero che il talento di Sinner era considerato da tutti, profani, colleghi e addetti ai lavori, come generazionale, è vero pure che a inizio 2022 il tennista altoatesino sembrava in un limbo dal quale non riusciva a tirarsi fuori, gli mancava quel “click”, anche di testa, per potersela giocare davvero con i top del mondo.

Da lì nasce la decisione, sofferta ma inevitabile, di cambiare integralmente il suo team, portando nel suo box Simone Vagnozzi e Darren Cahill. Il primo, ex tennista di medio livello, portò fra il 2016 e il 2019 il palermitano Marco Cecchinato dal numero 180 alla top 20 del ranking ATP e per Jannik è il vero e proprio allenatore di campo, quello che passa con lui intere giornate a lavorare sui colpi.

Cahill, australiano, 59 anni, ha invece ha avuto una carriera da singolarista di ottimo livello, con due vittorie ATP, una semifinale allo US Open e una presenza costante in top 100 fra il 1987 e il 1991, con un best ranking fissato al numero 22 della classifica. Cahill, soprattutto, si è imposto dopo il ritiro fra i migliori, cosiddetti, “super-allenatori”, vale a dire quei tecnici che lavorano sul dettaglio dei colpi, sull’impostazione tecnica e tattica generale, per migliorarla in maniera quasi scientifica.

Un ruolo, insomma, da supervisore tecnico per Cahill, che in questa veste ha lavorato con nomi come André Agassi e Lleyton Hewitt, portato al numero 1 del mondo (come successo anche adesso con Sinner). Fra le tante progressioni arrivate dopo il cambio di guida tecnica (ma probabilmente sarebbe successo, in maniera innata, anche con Piatti), quella al servizio è sicuramente la più evidente.

Sinner oggi carica la palla in maniera più efficace dal basso e grazie a un servizio più potente e tagliato, soprattutto quando batte da destra, riesce a migliorare anche nel gioco da fondo. Un servizio più solido infatti gli ha garantito la possibilità di strutturare con più calma i colpi da fondo campo.

Una ripartenza inevitabile

Nel team post-Piatti c’erano anche Umberto Ferrara, preparatore atletico di fiducia di Vagnozzi grazie al quale Sinner ha compiuto uno straordinario salto di qualità in quanto a forza, e il fisioterapista Giacomo Naldi, arrivato dalla Virtus Bologna di basket e che con il numero 1 del ranking ATP ha sviluppato un lavoro concentrato soprattutto sulle articolazioni delle spalle.

Entrambi, nonostante i buoni risultati conseguiti nei due anni di collaborazione con Jannik, sono però stati allontanati in quanto apparenti responsabili della contaminazione da Clostebol che ha portato alla positività doping di Sinner, ancora oggi a rischio squalifica.

Al loro posto, pochi mesi fa, sono così entrati nello staff dell’altoatesino due nuove figure. La prima è quella di Marco Panichi, preparatore atletico romano con una lunga carriera nel tennis. Panichi ha lavorato con gran parte dei top italiani di inizio anni 2000, da Schiavone a Fognini, fino a Vinci, ma anche con talenti come Svetlana Kuznecova, ex numero 2 del mondo e vincitrice di due Slam, e il grandissimo Novak Djokovic.

La seconda risponde al nome di Ulises Badio, argentino quarantaseienne balzato agli onori delle cronache quando, da fisioterapista ufficiale del circuito ATP, rimise in piedi agli Australian Open proprio l’appena menzionato Djokovic, che gli dedicò un ringraziamento pubblico. Badio in passato ha lavorato anche con il club del Valencia in Spagna ed è un esperto anche in agopuntura e medicina cinese.

A completare il team di Sinner due figure che non girano costantemente con il tennista, ma che risultano comunque fondamentali. L’osteopata Andrea Cipolla è infatti quello che rimette insieme i cocci, o le ossa del numero 1 ATP, nei momenti di maggiore stress fisico. E poi c’è il papà di Jannik, Hanspeter, una vita dietro ai fornelli e oggi, quando possibile, cuoco personale del figlio, in giro per il mondo.

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